IL VESUVIO

Ricordo il giorno in cui acclamato da migliaia di cretini, sono impazzito e con la mia lava ho spazzato via la mia Napoli. Successivamente contento del mio gesto e spavaldo vincitore, mi sono trasferito in un’altra città dove stranamente, nessuno mi salutava e tutti sembravano avere sempre facce tristi. Puntualmente però, come da abitudine, ad ora di pranzo, mi sedetti in una pizzeria e dissi: “mi porta una margherita con bufala e un quarto di falanghina”, al che il cameriere rispose: “Mi spiace, ha citato due prodotti che stesso lei ha spazzato via” al massimo possiamo farle una focaccia/piadina con pomodori pelati di importazione, furibondo andai via di li sbattendo la porta e mi recai nel bar più vicino chiedendo caffè espresso e sfogliatella, ma il barista si rivolse a me dicendo: “Purtroppo le sfogliatelle le abbiamo solo surgelate e il caffè lo serviamo in tazza grande, da Napoli non arriva più nulla. Iniziavo a pensare che forse avevo sbagliato ma per esserne certo volevo chieder consiglio al mare. Camminai per ore e non riuscivo a trovare altro che strade, palazzi e grigiume, il sole non lo sentivo più così vicino e la strada verso l’acqua sembrava non esistere. In un angolo incontrai la nebbia alla quale chiesi dove fosse finito il mare e lei rispose: Il Mare?? cos’è? qui abbiamo solo le piscine! Dentro di me ero morto, mi mancava tutto e non riuscivo a trovare nulla che potesse sostituire la mia vecchia città, ero l’ultimo rimasto di una terra di cui nemmeno immaginavo il privilegio. L’ultimo rimasto di una terra che Dio mi aveva assegnato e che qualche razzista cretino mi aveva levato. Per fortuna poi mi son svegliato, era solo un brutto sogno, la mia Napoli è qua e guai a chi la tocca. Io sono il Vesuvio e non tradisco la mia terra.

[Il Vesuvio]

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